Che tempi ragazzi!


Che tempi ragazzi!

Il titolo della Rassegna Cinematografica per le scuole, per l’anno scolastico 2014-2015, è preso da un’intercalare che è sulla bocca e nel pensiero di tutti, grandi, piccoli e anziani. Il tempo è quello con cui ci si confronta quotidianamente, nei diversi ambiti di lavoro e di vita. Un tempo che inesorabilmente apporta dei cambiamenti, anche nostro malgrado. E allora, il Cinema, la Letteratura, il Teatro, finanche la cronaca, da quella rosa a quella nera, raccontano di noi e del nostro rapporto con il tempo, fra crisi, riprese, decolli e cambiamenti epocali.

Si tratta di invertire la rotta e approfittare del tempo che ci è dato a disposizione, per viverlo appieno, ognuno secondo il proprio. Non sarà un caso se il Premio Strega 2014, Francesco Piccolo, abbia titolato il suo romanzo-saggio “Il desiderio di essere come tutti”. Il senso del nostro presente sta proprio nel cogliere quella particolarità tale che ci rende unici, in rapporto al nostro lavoro, al nostro vivere quotidiano, a contatto con l’altro, con cui, volenti o nolenti, dobbiamo con-dividere il tempo. Un tempo che appartiene a tutti e a nessuno. E’ partendo da questa verità che ognuno può scoprirsi grande e opportuno, in rapporto alla propria responsabilità, concessa a ciascuno, bambino, adolescente e adulto, soprattutto quella di NON SPRECARE IL TEMPO, ricercando in esso la valenza del proprio essere SPECIALI.

Il cinema, la letteratura e l’incontro con chi racconta, descrive e canta il presente, diventano le migliori ‘lezioni’ di vita che possiamo offrire agli studenti (e ai giovani in genere). Pertanto, i film scelti fra gli ultimi (ma non solo) titoli interessanti della cinematografia mondiale, vogliono essere una proposta, una traccia da cui partire, per sviluppare percorsi didattici, di riflessione, che creino soprattutto conoscenza e desiderio di scambio d’opinioni. Infatti, grande attenzione si darà alla preparazione, imminente alla visione del film, ma anche al momento del cosiddetto dibattito, alla fine della visione, in concomitanza con la partecipazione o meno di registi, attori, operatori culturali, sociali e colleghi, fra studenti e docenti, provenienti da realtà lavorative e da scuole diverse.

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