Incontro con il regista e sceneggiatore Ivan Cotroneo


Il regista e sceneggiatore Ivan Cotroneo martedì 31 gennaio sarà a Bari per incontrare gli studenti del progetto L’Edificio della Memoria, ideato da Giancarlo Visitilli, presicotroneo fotodente della cooperativa I bambini di Truffaut e dai magistrati Marco Guida e Lilli Arbore. Un doppio appuntamento – ore 10 al Cinema Esedra e alle ore 15 al Tribunale in via Crispi – dedicato al tema del bullismo con la tappa di “Un bacio experience”: oltre 300 ragazzi delle province di Bari e di Taranto guarderanno il film “Un Bacio” di Ivan Cotroneo, incentrato sulla storia di tre sedicenni, e a seguire parteciperanno con lo stesso regista ad un confronto guidato sui modelli e gli schemi del mondo dei giovani.

Un evento organizzato nell’ambito del progetto sulla legalità “L’Edificio della Memoria” e legato alla rassegna cinematografica per le scuole, organizzata dalla cooperativa I bambini di Truffaut, quest’anno intitolata “L’unica cosa a colori, mentre il resto è in bianco e nero”.

Un bacio experience è un progetto che unisce il mondo del cinema e quello della scuola nella lotta contro il bullismo, promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Indigo Film, in collaborazione con Lucky Red, Titanus, Rai Cinema, Agiscuola, con il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Telefono Azzurro, Arcigay, AdolescenDay, MaBasta, Agedo.

 

UnBacioExperience
“Un bacio” è un film sulla fragilità della giovinezza, sul pericolo che si nasconde dietro un insulto volgare,

sulle ferite e sulle gioie improvvise. Un film su un’età in cui tutto quello che succede è il centro del mondo:

una brutta scritta sul muro esterno della scuola, l’invito mancato a una festa, le parole sgraziate di un

adulto. Un film che è una commedia, che è vitale e vivo, fino a quando non arriva il pericolo. Un film che

piuttosto che definire drammatico mi piace pensare come romantico. Un film sull’amore, su tutti gli amori

che vanno a male, che sono sciupati dal mondo, e che, come nel finale del mio racconto, potrebbero invece

avere una sorte diversa, e più bella, e più felice, spiega Ivan Cotroneo.